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DOC & DOCG qual'è la differenza?

                                       

L'attuale normativa sulle Denominazioni italiane ha origine nel 1963, quando con la legge 930 furono istituite le Denominazioni d'Origine Controllata (Doc), cui fecero seguito le Denominazioni di Origine Controllata e Garantita (Docg) nel 1980. La nuova Ocm Vino, istituita dall'unione Europea nel 2008 ed entrata in vigore in italia nel 2010 unifica le Doc e le Docg in Dop( Denominazioni di Origine Protetta), prevedendo che i vini possano rientrare in tale categoria solo se rispettano quanto previsto dai singoli Disciplinari di produzione e dopo essere stati sottoposti ad analisi fisico-chimiche e organolettiche da parte di enti a ciò specificamente delegati. Per DOP dei vini si intende il nome geografico di una zona viticola ideale, utilizzata per indicare un prodotto di qualità e rinomato.



La Denominazione di Origine Controllata (DOC) è

un marchio che indica la zona originaria (nonché delimitata) delle uve raccolte ed utilizzate per la realizzazione di un determinato vino. Naturalmente, si tratterà di un contenuto di alta qualità, che dovrà rispettare dei criteri di produzione (come gradazione, caratteristiche organolettiche e affinamento in botte) stabiliti da un Decreto Ministeriale. Solo i vini che rispettano le direttive prescritte da questo atto amministrativo possono ottenere la dicitura DOC.



Con DOCG, invece, si intende la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, un marchio che identifica la provenienza geografica di un vino e che può essere attribuito soltanto a quei vini di particolare pregio che, da almeno 5 anni, sono classificati come DOC. Un salto di qualità in più, insomma, che porta a restrizioni ancor più vincolanti prima dell’imbottigliamento. Tra questi, un rigido controllo chimico-organolettico e un’analisi sensoriale messa in atto da una commissione di esperti. Il nome della DOCG deve obbligatoriamente essere indicato sull’etichetta della bottiglia. Sono ancora pochi i vini italiani che possono fregiarsi di questa indicazione (poco più di una settantina, contro oltre le 300 DOC). 


Vengono invece catalogati come IGT (indicazione geografica tipica) quei vini il cui nome fa riferimento al nome geografico della zona di provenienza, sono vini che possiedono qualità e caratteristiche specifiche attribuite alla zona di origine.





Spero che questo articolo vi abbia chiarito le idee, ci si vede al prossimo!

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